MARIO SCHIFANO

Opere dal 1959 al 1996

 

Mostra: Mario Schifano. Opere dal 1959 al 1996.
Luogo: Comacchio, Palazzo Bellini
Inaugurazione: sabato 24 luglio 1999, ore 18.30
Durata: 25 luglio-30 settembre 1999
Orario: 9.00-13.00/16.00-22.00 (domen~ca chiuso)
Catalogo: Skira, Milano

 

COMUNICATO STAMPA

S'inaugura il 24 luglio 1999, alle ore 18.30, nelle sale del Palazzo Bellini di Comacchio, la mostra Mario Schifano. Opere dal 1959 al 1996.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mario Schifano, intende ripercorrere, attraverso una quarantina di selezionati dipinti in buona parte di grandi dimensioni, l'intero arco creativo dell'artista che nato a Homs, in Libia, nel 1934, è scomparso a Roma nel 1998. Il percorso espositivo muove infatti da una significativa campionatura dei famosissimi quadri monocromi, che ottenuti su carta da pacco incollata su tela grezza, segnarono gli esordi artistici di Schifano ed un azzeramento del linguaggio pittorico come reazione alle poetiche informali. Dopo una parentesi dovuta ad un soggiorno negli Stati Uniti, nel 1964 l'artista ha partecipato per la prima volta alla Biennale di Venezia. L'influenza della Pop Art americana é risultata fondamentale negli ulteriori svolgimenti del suo linguaggio, pur rimanendo legato alla tradizione italiana, soprattutto nei lavori in cui ha preso a prestito, per isolarle dal loro contesto, scritte pubblicitarie come quelle della "Esso" o della "Coca-Cola". Di qui in poi l'artista ha lavorato per cicli tematici (Paesaggi anemici, Futurismo rivisitato, Ossigeno ossigeno, Oasi, Compagni compagni, etc.), di cui vi sono significativi esempi in mostra, ed ha accentuato il suo interesse verso la rivisitazione della storia dell'arte filtrata dalle immagini che di questa rendono i mass media e le illustrazioni dei libri. Durante gli anni '70 ha realizzato soprattutto dei d'après, per poi ritornare al piacere della pittura con le serie Al mare, Monumenti equestri, Orti botanici, Naturale sconosciuto e via dicendo, fino alle tele ultime

in cui si evidenzia come la fertile mente immaginativa di Schifano abbia costantemente saputo creare con quella pennellata rapida e quella intensa gestualità che sollecitarono Goffredo Parise, in passato, ad individuare nell'artista un carattere felino. Proprio dalla combinazione fra passato e presente si può infatti intendere come la costante della quasi quarantennale attività di Schifano sia stata la continua attenzione critica verso le immagini veicolate quotidianamente dai mass-media (televisione, riviste patinate, cinema, cartellonistica stradale, etc.). L'artista si è appropriato di tutto questo patrimonio iconografico e continuamente lo ha reinventato e trasformato, mutandolo di contesto e variandolo di segno. Le fredde immagini tecnologiche sono state così azzerate nel loro significato ed allontanate, mentre hanno preso il loro posto emozionanti espressioni di un dichiarato piacere per la pittura.

Il catalogo è edito da Skira e contiene un testo introduttivo di Vittorio Sgarbi, la riproduzione a colori di tutte le opere esposte e i repertori bio-bibliografici curati da Giuseppe Bonini.

 

COMUNE DI COMACCHIO

Palazzo Bellini

24 luglio-30 settembre 1999